Tra i pro­blemi più gravi e dif­fi­cili da com­bat­tere tro­viamo l’alopecia.

Il ter­mine alo­pe­cia com­prende sia l’ipo­tri­chìa, che indica la carenza di peli o capelli, sia la “cal­vi­zie”, che indica la man­canza irre­ver­si­bile di capelli.

Il trat­ta­mento di que­sto tipo di malat­tia non è affatto sem­plice, ma le nuove tec­ni­che e i nuovi pro­to­colli far­ma­co­lo­gici e tri­co­lo­gici sono molto all’avanguardia.

Oggi è neces­sa­rio com­pren­dere le varie tipo­lo­gie di alo­pe­cia, infatti è meglio dire alo­pe­cie, per­chè que­ste sono trat­ta­bili se inqua­drate nella giu­sta maniera, capendo le tipo­lo­gie e le peculiarità.

Per capire quale tipo­lo­gia di alo­pe­cia pre­senta il paziente è neces­sa­ria una pro­fonda inda­gine anam­ne­stica e cli­nica. I fat­tori gene­tici non sono i soli ad essere ana­liz­zati, ma la situa­zione del capello e il con­te­sto ambien­tale dove vive il paziente saranno determinanti.

Le alo­pe­cia si pos­sono sud­di­vi­dere in due tipo­lo­gie di carat­tere gene­rale, a loro volta sud­di­vi­si­bili in
fun­zione della tipo­lo­gia e della causa scatenante:

1) ALOPECIE NON CICATRIZIALI - fronto parie­tale maschile

2) ALOPECIE CICATRIZIALI — pseu­doa­rea di Brocq

Per quanto riguarda le alo­pe­cia non cica­tri­ziali par­liamo di quella fronto parie­tale maschile. Que­sto tipo di alo­pe­cia pre­senta un innal­za­mento della linea fronto-parietale dei capelli, che ini­zia con una stem­pia­tura accen­tuata cor­ri­spon­dente allo sta­dio I di Hamil­ton.

L’alopecia andro­ge­ne­tica e l’alopecia fronto-parietale maschile si com­por­tano come due forme indi­pen­denti, deter­mi­nate pro­ba­bil­mente da geni diversi e non neces­sa­ria­mente coe­si­stenti nello stesso individuo.

Ana­liz­zando le alo­pe­cie cica­tri­ziali, invece, tro­viamo la pseu­doa­rea di Broq. Il tipo par­ti­co­lare di alo­pe­cia è atrofico-cicatriziale in aree sparse della testa, in evo­lu­zione lenta senza infiam­ma­zioni particolari.

Le chiazze che si for­mano pre­sen­tano un colore bianco-avorio e gla­bre e all’interno i capelli rima­sti risie­dono in una guaina gela­ti­nosa molto fasti­diosa a livello estetico.

Que­sta malat­tia col­pi­sce soprat­tutto le donne fra i 20 e i 40 anni di età, senza dif­fon­dersi come alo­pe­cia totale. La pseu­doa­rea di Broq, però, non è col­lo­cata tra le alo­pe­cie con ori­gini defi­nite, in quanto è con­si­de­rata una carat­te­ri­stica auto­noma che com­pare sul cuoio capel­luto.