Oggi diamo alcune infor­ma­zioni e spie­ga­zioni sulla caduta dei capelli.

Delle ano­ma­lie che coin­vol­gono la capi­glia­tura, la caduta è senz’altro la più trau­ma­tica. Pro­prio per que­sto molti spe­cu­lano con­tri­buendo a creare aspet­ta­tive, che non sem­pre pos­sono essere sod­di­sfatte. Nel rispetto dello stile pra­tico che ci siamo pro­po­sti, vor­remmo anche per que­sto argo­mento fare chia­rezza distin­guendo le cose pos­si­bili da quelle impossibili.

Già nella vita fetale il capello appare verso la 28esima seti­mana dal con­ce­pi­menti. Cre­sce in media da un cen­ti­me­tro ad un cen­ti­me­tro e mezzo al mese. Ha un ciclo vitale che può variare da due a sette anni, in alcuni casi anche supe­riore. Al ter­mine della sua vita si stacca inte­ra­mente dal bulbo e papilla com­presi. Una nuova papilla viene gene­rata e que­sta pro­duce un capello nuovo. Di solito inter­cor­rono da due a tre mesi dalla morte del capello e la sua caduta.

Quindi una caduta quo­ti­diana è nor­male e soli­ta­mente que­sta è pari al 10 – 15% della quan­tità dei nostri capelli. I pro­blemi insor­gono quando que­sta cadu­tan aumenta, ma soprat­tutto quando il nostro orga­ni­smo non è più in grado di gene­rare una nuova papilla. I dira­da­menti o cadute si pos­sono pre­sen­tare in diversi modi: a chiazze, in aree più o meno grandi e loca­liz­zate in varie zone della testa.

La per­cen­tuale più alta delle cadute a chiazze (alo­pe­cia) è rap­pre­sen­tata dalle cosi­dette alo­pe­cie di ori­gine spa­smo­dica, nor­mal­mente com­pa­ioni in sog­getti con forte emo­ti­vità e in periodi di par­ti­co­lare stress. que­ste alo­pe­cie si trat­tano con sod­di­sfa­zione, ed il recu­pero dei capelli è quasi sem­pre assi­cu­rato, è impor­tante comun­que inter­ve­nire con tem­pe­sti­vità e non lasciare tra­scor­rere troppo tempo tra la com­parsa della chiazza e lìintervento.

Vi sono poi cadute gene­ra­liz­zate dovute a depe­ri­menti o trat­ta­menti tera­peu­tici e anche per que­ste il recu­pero è sem­pre assicurato.

Altre cadute sono con­se­guenti di stati psi­co­lo­gici locali: vedi infe­zioni o virus, que­ste deb­bono essere trat­tate con tera­pie medi­che. Le cadute più comuni e anche meno risol­vi­bili sono quelle che col­pi­socno l’uomo in età gio­va­nile, e cioè la cal­vi­zie androgenetica.

In que­ste cadute gio­cano un ruolo deter­mi­nante due fat­tori: l’ere­di­ta­rietà; dif­fi­cil­mente coloro che hanno papà, zii e con­san­gui­nei calvi potranno con­ser­vare capi­glia­ture fluenti. L’altro fat­tore di ori­gine andro­gena e riguarda il testo­ste­rone (ormone maschile) che per ragioni ancora non del tutto note inter­viene ad ini­bire i pro­cessi di ripro­du­zione dei capelli in alcune zone della testa.

Trat­ta­menti riso­lu­tivi nei con­fronti di que­ste cadute non ne esi­stono, ma i sog­getti a rischio pos­sono trarre gio­va­mento dai trat­temnti pre­ven­tivi che sono rivolti a sti­mo­lare l’attività ripro­dut­tiva del capello. Oggi si può allun­gare nel tempo la caduta, i trat­ta­menti sono testati ed efficaci.

I trat­ta­menti locali por­tano ad una dimi­nu­zione della sudo­ra­zione del sebo che sono respon­sa­bili delle com­pli­ca­zioni in caso di caduta.

Non cre­dete mai alle pozioni mira­co­lose, ma a trat­ta­menti che vi aiu­tano a miglio­rare, man­te­nere e rige­ne­rare la vostra capi­glia­tura.
Ne va della vostra immagine.