Per avere i capelli sani biso­gna man­giare ali­menti sani e fre­schi. Con le ver­dure crude pos­siamo aiu­tare i capelli a stare meglio visto che sono reduci da un lungo inverno, sfi­brati e pro­ba­bil­mente inde­bo­liti da una dieta povera di vita­mine e sali mine­rali. Ma se fare il pieno di pri­mi­zie crude non dovesse bastare, è buona abi­tu­dine pren­dere qual­che inte­gra­tore ali­men­tare per aiu­tare il cuoio capel­luto a rigenerarsi.

I capelli e la cute del cuoio capel­luto risen­tono posi­ti­va­mente di una dieta sana, rego­lare e ben bilan­ciata. La man­canza o l’assenza di pro­teine nell’alimentazione nel giro di pochi giorni riduce il dia­me­tro del bulbo del capello, favo­rendo la caduta dei capelli, la scom­parsa del colore e della lucen­tezza. Poi, oltre le pro­teine, sono neces­sari le vita­mine, i sali mine­rali e i cosid­detti oli­goe­le­menti, ovvero que­gli ele­menti, come per esem­pio il ferro, che sono già pre­senti in pic­cole quan­tità nel nostro corpo ma la cui assenza pro­voca pro­blemi alle cel­lule e quindi anche ai capelli.

I cibi dove si pos­sono tro­vare le sostenze neces­sa­rie per i capelli sono: la carne, rossa o bianca, ma anche il pesce, sono un’ottima fonte di pro­teine. Ovvia­mente non si può imma­gi­nare carne rossa tutti i giorni, per cui è bene inter­val­lare l’assunzione di carne rossa con quelle bian­che di pollo o coni­glio, pesce o anche i legumi. Fave, piselli e len­tic­chie infatti sono molto ric­chi di pro­teine vege­tali che pos­sono sosti­tuire la carne e dare comun­que il giu­sto apporto di que­ste sostanze al corpo e quindi al capello. Il pesce, inol­tre, è ricco di acidi grassi, chia­mati omega tre, sostanze anti­os­si­danti che ritar­dano, cioè, l’invecchiamento delle cel­lule: i bene­fici di una ali­men­ta­zione ricca di pesce si vedono quindi anche sulla salute del cuoio capelluto.

È stato dimo­strato scien­ti­fi­ca­mente che lo zinco e il ferro sono molto impor­tanti per avere una chioma sana e non sem­pre la dieta giu­sta ne for­ni­sce una quan­tità suf­fi­ciente. Un inte­gra­tore a base di ferro può essere preso sia in fiale sia in pastic­che, dopo essersi assi­cu­rati però che ci sia una carenza di ferro facendo un’analisi del sangue.