Per fare le semplici diagnosi tricologiche ci si avvale di alcune tecniche e di esami strumentali.
Ce ne sono di vari tipi:
Wash test
Consiste nel far lavare la testa al paziente in un recipiente o nel lavandino, avendo cura di porre una garza sullo scarico per poter raccogliere, contare ed osservare i capelli che rimangono sul fondo o sulla garza. Occorre che il paziente non abbia lavato la testa per un periodo standardizzato, di solito una settimana.
Questo test può servire per inquadrare i pazienti con nevrosi ossessiva focalizzata sui capelli.
Nel Telogen effluvio il numero di capelli caduti è in genere intorno a 200 ma può arrivare a superare il migliaio. Da notare che un paziente con effluvio in telogen vede cadere tanti capelli e tutti in telogen, con bulbo ben evidente “a clava”, lunghi, senza segni di involuzione verso il vellus. Un paziente con defluvio in telogen vede cadere soprattutto tanti “peli”!
Test del conteggio giornaliero
Consiste nel contare per almeno 14 giorni tutti i capelli che si possono trovare sul cuscino, nel pettine, nella spazzola, sulle spalle e quelli che cadono con il lavaggio. Si tratta chiaramente di una procedura fobico-ossessiva, difficilmente accettabile da pazienti non nevrotici e che non fornisce informazioni migliori di quelle ottenibili con il semplice Wash test.
Tricogramma
Permette di definire la “formula pilare”, permette cioè di stabilire se la caduta di capelli è in anagen o in telogen e di quantificarlo (vedi anche capitolo su: “esami clinici e di laboratorio nel paziente con problemi di capelli”).
Si esegue strappando in più aree campione del cuoio capelluto da 50 a 100 capelli e con un microscopio si valuta la percentuale degli anagen e dei telogen. Nel normale circa l’85% dei capelli sono anagen ed il 15% sono telogen, la percentuale dei catagen è di norma trascurabile.
La formula pilare è il rapporto anagen/telogen = 85/15 = 5,5 (nel normale).
Nel defluvio in telogen (androgenetico) la formula pilare sarà < 5,5
Nell’effluvio in anagen (alopecia areata) la formula pilare sarà assai > 5,5
Esame microscopico dei capelli caduti
L’esame, prevede che il paziente esegua, come nel Wash test, un lavaggio dei capelli, raccolga “i caduti” e li consegni, in una busta di carta, all’esaminatore
L’esaminatore comincerà il suo lavoro usando un mezzo ottico semplice ed a basso ingrandimento, come una lente o un contafili, e inizierà dal ripartire i capelli del paziente in 7 categorie (anagen, anagen distrofici, catagen, telogen “maturi”, telogen “in involuzione parziale”, telogen miniaturizzati o “prematuri” e capelli spezzati).
Semplicemente con ciò ci fornirà un orientamento sulle cause di caduta dei capelli.
In caso di effluvio in telogen (telogen effluvium) saranno presenti quasi esclusivamente telogen “maturi” in numero anche molto elevato e qualche catagen;
nell’anagen effluvio da alopecia areata, si troveranno quantità significative di anagen distrofici, cioè con bulbo assottigliato e privo di guaine, o più raramente capelli a punto esclamativo. Nell’anagen effluvio da terapia citostatica o radiante i bulbi hanno un aspetto distrofico “mostruoso” del tutto tipico e inconfondibile.
Nel defluvio in telogen androgenetico saranno invece quantitativamente rilevanti i telogen “prematuri” che, con facilità, arrivano e superano il 20 – 25%, ed in percentuale variabile i “telogen in involuzione parziale”. Poiché nell’alopecia androgenetica (defluvio in telogen) si susseguono cicli ad anagen sempre più breve, il rapporto fra capelli telogen terminali (cioè normalmente sviluppati) e miniaturizzati sarà particolarmente importante, anche per non cadere nella facile trappola di interpretare come “ricrescite” elementi in involuzione parziale, che in realtà sono solitamente capelli sempre più displasici, fra il terminale ed il vellus.
Nel caso di capelli spezzati la maggior parte degli elementi caduti non avrà bulbi;
Successivamente l’esaminatore potrà valutare, a maggiore ingrandimento e con un piccolo microscopio, le caratteristiche strutturali degli elementi in esame: il diametro dei fusti e dei bulbi, lo stato di conservazione della cuticola esterna, le anomalie strutturali congenite o acquisite ed ottenere dati che ci orienteranno sulle cause della anomala caduta dei capelli.
Ad esempio nei deficit proteici e/o di minerali si potranno evidenziare bulbi piccoli, restringimenti medio o soprabulbari, ridotto diametro dei fusti; in caso di danni cosmetici fisico-chimici, provocati da phon, spazzole, shampoo aggressivi, permanenti, decolorazioni etc, saranno facilmente evidenti danni acquisiti come la tricoptilosi, la tricorressi, lo pseudomoniletrix.
L’esame microscopico permetterà poi di evidenziare eventuali presenze estranee al fusto del capello come spore fungine, squame, lendini, guaine peripilari.
La tricologia è una scienza molto importante, non sottovalutiamola. che ne dite?



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