I Pro­blemi del fusto sono spesso respon­sa­bili di alcune forme di alo­pe­cia e una descri­zione che ne faci­liti il rico­no­sci­mento appare per­tanto assai oppor­tuna. Que­ste le alte­ra­zioni più significative.

Tri­cor­ressi nodosa
E’ cau­sata da traumi, anche mode­sti, fisici e/o chi­mici (phon, pet­tine caldo, spaz­zole, accon­cia­ture, per­ma­nenti, tin­ture, sham­poo ripe­tuti etc), che pro­vo­cano, in alcuni tratti del fusto, prima una per­dita della cuti­cola e suc­ces­si­va­mente una dis­so­cia­zione e una sepa­ra­zione delle cel­lule della cor­tec­cia con for­ma­zione di rigon­fia­menti ton­deg­gianti fra­gili e facil­mente sog­getti a frat­tura (che avviene con aspetto tipi­ca­mente “sfran­giato”, a pennello).

Tri­co­schìsi
E’una frat­tura tra­sver­sale netta del capello senza rigon­fia­menti cau­sata in genere da carenze pro­tei­che (cistina) e soprat­tutto di zolfo (infe­riore al 50% del nor­male). Se l’affezione è fami­liare e si asso­cia ad altre alte­ra­zioni (distro­fìe ungueali, ittiòsi, ritardo dello svi­luppo psi­co­fi­sico etc) si parla allora di tri­co­tio­di­stro­fìa. I capelli e, più rara­mente, gli altri peli del corpo, si pre­sen­tano appiat­titi, sec­chi, irre­go­lar­mente con­for­mati e ruvidi.

Tri­cor­ressi inva­gi­nata
E’ un rigon­fia­mento del capello pro­dot­tosi in seguito ad un difetto tran­si­to­rio della che­ra­ti­niz­za­zione del fusto che pro­voca dap­prima il distacco della cuti­cola del pelo dalla cuti­cola della guaina epi­te­liale interna e suc­ces­si­va­mente la pene­tra­zione, a que­sto livello, della parte supe­riore, rigida, del fusto, in quella sot­to­stante, non ancora che­ra­ti­niz­zata, che si dilata ela­sti­ca­mente per acco­glierla. Può rara­mente essere con­se­guenza di traumi fisico-chimici oppure col­pire, più fre­quen­te­mente, la mag­gio­ranza dei capelli ed essere asso­ciata ad altre ano­ma­lie (ittiosi, ato­pìa etc) nella Sin­drome di Nether­ton (“capelli a bambù”); In quest’ultimo caso sono pos­si­bili nel tempo miglio­ra­menti spontanei.

Frat­ture fusi­formi
Si veri­fi­cano nei “capelli affu­so­lati” (vedi più avanti) o, più rara­mente, negli “ana­gen distro­fici” dell’alopecia areata (nei quali avviene un tem­po­ra­neo arre­sto della cre­scita). La frat­tura avviene a livello dei restrin­gi­menti e la por­zione resi­dua del capello si pre­senta con aspetto “a punta di matita”.

Tri­cop­ti­lòsi
E’ una fis­su­ra­zione lon­gi­tu­di­nale del fusto, inter­me­dia o ter­mi­nale (dop­pia punta), che si veri­fica per danni fisico-chimici (anche ripe­tute pet­ti­na­ture) dopo una prima fase di per­dita della cuticola.

Tri­co­cla­sìa
E’ una frat­tura tra­sver­sale del fusto che inte­ressa midollo e cor­tec­cia con rispar­mio della cuti­cola. Può o no essere asso­ciata ad altre alte­ra­zioni e con­se­gue in genere a traumi fisico-chimici di mode­sta entità. Nelle fasi ini­ziali il capello non si pre­senta par­ti­co­lar­mente fra­gile ma può diven­tarlo se con il pas­sare del tempo la cuti­cola non si man­tiene per­fet­ta­mente integra.

Moni­le­trix
Il fusto, privo di tor­sioni, pre­senta rigon­fia­menti ellit­tici di 0,7 – 1 mm di lun­ghezza spesso privi di cuti­cola, “nodi”, distan­ziati rego­lar­mente fra loro da restrin­gi­menti affu­so­lati con sca­na­la­ture lon­gi­tu­di­nali, in cui le cel­lule cuti­co­lari sono pre­senti, ma alte­rate, e il midollo assente, detti “inter­nodi” (Whi­ting). E’ a livello degli inter­nodi che più fre­quen­te­mente si veri­fi­cano le frat­ture. Il fol­li­colo, strut­tu­ral­mente nor­male, pre­senta, a livello della zona che­ra­to­ge­ne­tica del pelo, delle zone allar­gate alter­nate a zone ristrette che deter­mi­ne­ranno la for­ma­zione rispet­ti­va­mente dei nodi e degli internodi.

Pseu­do­mo­ni­le­trix
Si pre­senta appa­ren­te­mente simile al pre­ce­dente ma i rigon­fia­menti del fusto, con cel­lule cuti­co­lari con­ser­vate, sono in que­sto caso di dimen­sioni varia­bili l’uno dall’altro, dispo­sti a distanze irre­go­lari e con tratti inter­medi privi di sca­na­la­ture. Inol­tre, sem­pre a dif­fe­renza del moni­le­trix, l’alterazione non è ere­di­ta­ria ma con­se­gue a traumi fisico-chimici, non si evi­den­ziano isto­lo­gi­ca­mente ano­ma­lie del fol­li­colo e le frat­ture avven­gono quasi esclu­si­va­mente in cor­ri­spon­denza dei nodi.

Pili torti
Come indica il ter­mine il fusto non è ret­ti­li­neo ma, a inter­valli rego­lari, pre­senta degli avvol­gi­menti su se stesso (di solito da 3 a 5 in totale). In que­sti tratti la sezione da cir­co­lare diventa ellit­tica ed è pre­sente note­vole fra­gi­lità ( i capelli si spez­zano gene­ral­mente quando supe­rano la lun­ghezza di 5 cm). L’anomalia è rara ed ere­di­ta­ria; scarse sono le segna­la­zioni di pili torti acqui­siti (da traumi ripe­tuti). Isto­lo­gi­ca­mente i fol­li­coli pre­sen­tano alcune cur­va­ture ano­male. La dia­gnosi è facile con il micro­sco­pio ma già ad occhio nudo, osser­vando i capelli a luce inci­dente, si nota che que­sta viene rifratta in modo irre­go­lare. L’associazione dei pili torti con la tri­cor­ressi nodosa viene defi­nita “sin­drome di Menkes”.

Capelli affu­so­lati
Si pre­sen­tano con restrin­gi­menti affu­so­lati lungo il fusto che pos­sono deri­vare da ral­len­ta­mento tem­po­ra­neo dell’attività delle cel­lule della matrice (in modo ana­logo ai sol­chi tra­sversi delle unghie): far­maci cito­sta­tici ed anti­mi­to­tici, gravi malat­tie infet­tive feb­brili, ulcera pep­tica, alo­pe­cia areata, traumi ripe­tuti (tri­co­til­lo­ma­nia) etc.

Sca­na­la­ture lon­gi­tu­di­nali
Pos­sono essere repe­rite sal­tua­ria­mente in sog­getti con capelli altri­menti nor­mali o, più fre­quen­te­mente, in por­ta­tori di altre ano­ma­lie (tri­co­tio­di­stro­fia, moni­le­trix, pili torti etc). Non rive­stono signi­fi­cato pato­lo­gico e sem­bra siano deter­mi­nate da difetti zonali (talora tem­po­ra­nei) di atti­vità delle cel­lule della matrice. A livello della sca­na­la­tura la cuti­cola è nor­mal­mente rap­pre­sen­tata men­tre lo spes­sore della cor­tec­cia è ridotto.

Pili annu­lati
In que­sti capelli il fusto, for­nito di cuti­cola rego­lar­mente strut­tu­rata o tal­volta con lievi sca­na­la­ture, si pre­senta con bande alter­nate chiare e scure. Il difetto, quasi sem­pre ere­di­ta­rio, risie­de­rebbe nelle cel­lule della matrice che, per irre­go­lare atti­vità, dareb­bero ori­gine, ad inter­valli rego­lari, a cel­lule cor­ti­cali non giu­stap­po­ste (cioè dispo­ste in modo ordi­nato una accanto all’altra) ma dispo­ste irre­go­lar­mente e fram­mi­ste a spazi liberi con­te­nenti aria. La robu­stezza del capello e il ritmo di cre­scita non sono modi­fi­cati. Que­ste aree risul­tano chiare se osser­vate a luce inci­dente e diven­tano invece scure se la sor­gente di luce è posta die­tro al capello (micro­sco­pio, ripiano illu­mi­nato) con­fe­ren­do­gli un carat­te­ri­stico aspetto “zebrato”. L’effetto ottico com­ples­sivo, este­ti­ca­mente molto gra­de­vole, è quello di una capi­glia­tura “luccicante”.

Pseu­do­pili annu­lati
A dif­fe­renza del caso pre­ce­dente non ci sono difetti cor­ti­cali ma una par­ziale tor­sione dei fusti (di sezione non per­fet­ta­mente cir­co­lare) che, ripe­ten­dosi ad inter­valli più o meno rego­lari, non con­sente una rifles­sione omo­ge­nea della luce facendo com­pa­rire appa­renti bande chiare e scure in suc­ces­sione. L’effetto si riduce note­vol­mente o scom­pare se il capello viene osser­vato su un piano illuminato.

Tri­co­ma­la­cia
E’ un reperto quasi esclu­sivo della tri­co­til­lo­ma­nia: le tra­zioni ripe­tute su capelli in fase ana­gen pro­vo­cano frat­ture nella con­ti­nuità della matrice e distacco della guaina epi­te­liale esterna da quella con­net­ti­vale con suc­ces­sive emor­ra­gie intra ed extra­fol­li­co­lari. Il bulbo e la radice si pre­sen­tano con­se­guen­te­mente defor­mati e contorti.

Pili bifur­cati
Il fusto per un certo tratto è sud­di­viso in due parti, ognuna delle quali rive­stita da una pro­pria cuti­cola (dia­gnosi dif­fe­ren­ziale con la tri­cop­ti­lòsi nella quale la cuti­cola è assente), che poi si ricon­giun­gono. In accordo con la mag­gior parte degli Autori rite­niamo di dover far rien­trare que­sta ano­ma­lia in una delle mol­te­plici varietà di pili mul­ti­ge­mini: oltre alla matrice pri­ma­ria ne esi­ste­rebbe una secon­da­ria, adia­cente, che fun­zio­ne­rebbe ad ogni ciclo solo per un breve periodo rad­dop­piando tem­po­ra­nea­mente il fusto prin­ci­pale.

Pili mul­ti­ge­mini

E’ un’anomalia piut­to­sto rara di svi­luppo del fol­li­colo pili­fero nella quale nume­rose matrici e papille for­nite di guaine epi­te­liali interne pro­prie (la guaina epi­te­liale esterna rimane invece unica) pro­du­cono peli a sezione non rotonda ma irre­go­lare (pro­ba­bil­mente a causa di com­pres­sioni mec­ca­ni­che non omo­ge­nee fra le varie guaine) che escono da un solo ostio fol­li­co­lare. A dif­fe­renza della tri­co­stàsi spi­nu­losa tutti i peli sono di solito con­tem­po­ra­nea­mente in ana­gen. I pili mul­ti­ge­mini sono gene­ral­mente da 2 a 5 e in nes­sun caso supe­riori a 8 – 10.

Tri­co­stàsi spi­nu­losa
Anche in que­sto caso un ciuffo di peli esce da un solo ostio fol­li­co­lare. A dif­fe­renza però dei pili mul­ti­ge­mini la papilla con rela­tiva matrice è unica e spesso si tratta non di peli for­ma­tisi con­tem­po­ra­nea­mente ma trat­te­nuti via via all’interno del fol­li­colo. Carat­te­ri­sti­ca­mente in que­sto caso uno solo sarà in ana­gen e tutti gli altri in telo­gen. Pili mul­ti­ge­mini e tri­co­stàsi spi­nu­losa sono comun­que repe­ri­bili quasi esclu­si­va­mente a livello del volto e dell’area della barba.

Tri­co­no­dòsi
Il fusto si pre­senta in un punto anno­dato su se stesso e, a que­sto livello, la cuti­cola è, per il con­ti­nuo sfre­ga­mento, alte­rata o assente. La pato­ge­nesi è trau­ma­tica (lega­ture strette dei capelli) e il feno­meno si veri­fica più fre­quen­te­mente nei sog­getti con capelli ricci.

Capelli impet­ti­na­bili
Lo stelo, prov­vi­sto di cuti­cola, si pre­senta in sezione tra­sversa di forma trian­go­lare con sca­na­la­ture lon­gi­tu­di­nali lungo i tre lati (capelli cana­li­culi). L’alterazione è di solito ere­di­ta­ria ed i capelli, di colore giallo-grigiastro, non pos­sono essere in alcun modo pet­ti­nati. E’ pro­ba­bile che la causa pri­ma­ria sia da ricer­carsi in una irre­go­lare che­ra­ti­niz­za­zione della guaina epi­te­liale interna che diventa in qual­che punto pre­co­ce­mente troppo rigida defor­mando il capello in cre­scita e facen­do­gli assu­mere la carat­te­ri­stica forma. Ciglia e soprac­ci­glia sono normali.

Capelli lanosi
I fusti, a sezione ovoi­dale e di spes­sore soli­ta­mente ridotto, non sono ret­ti­li­nei ma pre­sen­tano cur­va­ture o tor­sioni assiali mode­ste o totali (pili torti) con il risul­tato finale di un note­vole arric­cia­mento. La cre­scita totale è di pochi cen­ti­me­tri a causa della ridu­zione della fase ànagen. Non sono pet­ti­na­bili ma nell’età adulta pos­sono spon­ta­nea­mente diven­tare meno arric­ciati e fragili.

Le ano­ma­lie delle guaine

Le ano­ma­lie delle guaine sono meno rare di quanto comu­ne­mente si creda. Vanno ricor­date le guaine peri­pi­lari, con­ge­nite o acqui­site, che si pre­sen­tano come mani­cotti bianco-giallastri che avvol­gono, senza ade­rirvi, il fusto dei capelli.

Le guaine peri­pi­lari deri­ve­reb­bero dall’accumulo delle cel­lule della guaina epi­te­liale interna che, a causa di un pro­cesso para­che­ra­to­sico (aumen­tata velo­cità di risa­lita delle cel­lule stesse con par­ziale con­ser­va­zione di fram­menti di nucleo e man­cata per­dita di coe­sione), non si distac­cano, come abi­tual­mente, più o meno in maniera sin­gola a livello del col­letto del fol­li­colo dando invece ori­gine a degli ammassi di varia gran­dezza. Que­sti ultimi si distac­cano solo quando hanno rag­giunto una certa dimen­sione e seguono via via l’allungarsi del fusto. Non esi­ste tera­pia.
Le guaine peri­pi­lari devono essere dif­fe­ren­ziate dalle lèn­dini (uova di pidoc­chio) che si tro­vano da una sola parte del fusto e sono sal­da­mente incol­late (non si spo­stano quindi se si fa sci­vo­lare il capello fra due dita).

Fonte: Sitri.it