Tra due secoli ci saranno solo more. La colpa, secondo L’OMS sarebbe della gene­tica.

C’è un mistero tra le pie­ghe dei geni che rimane elu­sivo nono­stante l’interesse che suscita da anni. “Stiamo andando verso l’estinzione delle bionde?” è tor­nato a chie­dersi Le Monde due giorni fa, ripren­dendo un allarme lan­ciato la prima volta nel 2002. «Poco dopo il 2200, in Fin­lan­dia, nascerà l’ultima bionda del pia­neta» scrive il quo­ti­diano fran­cese. Il fatto che la fiam­mella morente dei capelli color oro sia stato affi­dato a una donna è in realtà una scelta arbi­tra­ria e l’ultimo fin­lan­dese dalla testa chiara potrebbe con uguale pro­ba­bi­lità essere un uomo. La sostanza del pro­blema nasce da uno stu­dio attri­buito all’Organizzazione mon­diale della sanità a set­tem­bre del 2002, quando per la prima volta venne lan­ciato l’allarme.

La noti­zia dell’estinzione delle bionde nell’arco di un paio di secoli venne ripresa da radio, tv e gior­nali di tutto il mondo. Tanto che il primo di otto­bre l’Oms sentì il biso­gno di smen­tire: «Non abbiamo mai con­dotto ricer­che su que­sto argo­mento. E ci teniamo a sot­to­li­neare che non abbiamo opi­nioni par­ti­co­lari sul destino delle bionde». La pre­oc­cu­pa­zione per il futuro di capelli chiari e occhi azzurri non è tut­ta­via cam­pata in aria. E non è bastata la scrol­lata di spalle dell’Oms per riporre il pro­blema nel cas­setto. Il gene (o i geni, non si sa quanti siano real­mente né sono stati indi­vi­duati) che rende i capelli privi di pig­menti scuri è infatti recessivo.

«Per­ché un bimbo nasca con i capelli chiari deve ere­di­tare due copie del gene “biondo”, una da cia­scun geni­tore. Per avere i capelli scuri basta invece che ere­diti uno solo dei geni “mori”, o dal padre o dalla madre» spiega il gene­ti­sta Bruno Dal­la­pic­cola, diret­tore scien­ti­fico dell´istituto Men­del di Roma. «Ma nel 2050 — argo­menta Le Monde — la popo­la­zione mon­diale rag­giun­gerà i 9 miliardi di per­sone. I 3 miliardi di nuovi nati arri­ve­ranno pro­ba­bil­mente da Africa, Asia e Ame­rica del Sud». Avranno cioè quasi tutti i capelli scuri, e ren­de­ranno sta­ti­sti­ca­mente meno pro­ba­bile che un bimbo riceva il gene “biondo” sia dal padre che dalla madre.

Il fatto che il gene dei capelli chiari sia reces­sivo non vuol dire affatto che scom­paia dal nostro Dna. Pur non espri­men­dosi, con­ti­nuerà a essere tra­smesso da una gene­ra­zione all’altra. «Esi­ste una legge della gene­tica — spiega Dal­la­pic­cola — secondo cui la fre­quenza dei geni in una deter­mi­nata popo­la­zione rimane sem­pre costante, se i matri­moni avven­gono in maniera casuale e non fra con­san­gui­nei. In realtà die­tro le nostre scelte ripro­dut­tive agi­scono molti fat­tori cul­tu­rali, sociali, per­fino reli­giosi. Se pen­siamo che l’anemia medi­ter­ra­nea si è tra­sfe­rita in pochi decenni dal sud Ita­lia al nord, e che Torino è la sua nuova capi­tale, pos­siamo imma­gi­nare cosa suc­ce­derà all´immaginario rela­tivo alle bionde in epoca di tin­ture artificiali».

L’andamento dei tratti nord-europei — occhi e capelli chiari — nella sto­ria dell’uomo non ha mai seguito troppo le leggi della gene­tica. E que­sto sem­bra dare ragione a Dal­la­pic­cola. L’origine evo­lu­tiva dei biondi e delle bionde è un altro mistero che, come la loro ipo­te­tica estin­zione, lascia senza rispo­ste gli scienziati.

Se nel Dna il carat­tere dei capelli dorati è apparso circa 10mila anni fa, come sug­ge­ri­scono le ricer­che più affi­da­bili, è dif­fi­cile spie­gare come mai in un lasso di tempo così breve un gene reces­sivo sia arri­vato a espri­mersi nel 2 – 4 per cento della popo­la­zione mon­diale. Secondo le leggi della sta­ti­stica appli­cate alla sele­zione natu­rale sareb­bero stati neces­sari 850mila anni.

Peter Frost, un antro­po­logo cana­dese dell’università di Saint Andrews, a marzo del 2006 ha pub­bli­cato una ricerca su Evo­lu­tion and Human Beha­vior secondo cui le donne con i capelli chiari erano effet­ti­va­mente prede ambite per gli uomini di Cro-Magnon. A quell’epoca, in piena era gla­ciale, i maschi erano spesso impe­gnati in bat­tute di cac­cia peri­co­lose che ne deci­ma­vano la popo­la­zione. Ai soprav­vis­suti era lasciata ampia pos­si­bi­lità di scelta in fatto di donne. E secondo Frost non c’è dub­bio che gli uomini delle caverne pre­fe­ris­sero le bionde.

Per for­tuna che esi­stono le tinte?????

Fonte: seidimoda.repubblica.it