Le lozioni per il trat­ta­mento della cal­vi­zie pos­sono con­te­nere sostanze che all’antidoping pos­sono risul­tare ille­gali. Il pro­blema sta nella quan­tità e nella fre­quenza dei trat­ta­menti e non solo nella pre­senza della sostanza irre­go­lare.

Il capello è un indi­ca­tore dello stato di salute gene­rale della per­sona. Oggi le tec­ni­che avan­zate di ana­lisi ci per­met­tono di capire, se un atleta si dopa, attar­verso l’esame del capello.

Alcune sostanze come la fina­ste­ride, pos­sono nascon­dere l’uso di nan­dro­lone e addi­rit­tura di sostanze più pericolose.

L’analisi dei capelli for­ni­sce prove dell’avvenuto uso di tali dro­ghe, a seconda della quan­tità della sostanza e dalla durata dell’apporto, anche a distanza di mesi dalla sospen­sione dell’assunzione delle stesse. Per­ciò que­sta meto­dica di ana­lisi rive­sti­rebbe un inte­resse solo nel caso di quelle sostanze il cui uso è vie­tato in alle­na­mento, come quelle facenti parte del gruppo degli ormoni pep­ti­dici e del gruppo delle sostanze ad effetto ana­bo­liz­zante, che a sua volta si com­pone degli ana­bo­liz­zanti pro­pria­mente detti e dei beta 2 ago­ni­sti. La pos­si­bi­lità di pro­vare a lungo ter­mine l’avvenuto apporto di sostanze ad effetto ana­bo­liz­zante è pro­gre­dita note­vol­mente soprat­tutto per ciò che con­cerne il gruppo degli ormoni ste­roi­dei andro­geni anabolizzanti

La prova dei capelli, affin­ché possa essere impie­gata nelle ana­lisi anti­do­ping, è stata vali­data con la tec­nica com­bi­nata della cro­ma­to­gra­fia a gas e della spet­tro­me­tria di massa ad alta riso­lu­zione ed è già entrata nella routine.

Atten­zione agli atleti che uti­liz­zano que­ste sostanze, ma per risol­vere la que­stione basta una pre­scri­zione medica o la cer­ti­fi­ca­zione che que­ste sostanze non siano irre­go­lari, in que­sto modo ogni atleta sarà libero di curare i pro­pri capelli.

Che ne pensate?